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Desiderare è camminare tra le stelle

Desiderare è camminare tra le stelle

Il desiderio è un dono importante da fare alle bambine e ai bambini

Il desiderio è il regalo più importante che l’insegnante può fare ai suoi allievi e alle sue allieve!
Per questo dicembre 2022 la proposta è un invito a riflettere su una parola carica di significati importanti per andare verso il futuro, la parola “desiderio”, intesa come un sentimento tutto da esplorare e come un dono da vivere.

CHE COS’È IL DESIDERIO?
Il termine desiderio può assumere una molteplicità di significati, tanto la parola è ricca emotivamente, allusiva, densa dal punto di vista valoriale, attraente e misteriosa.

Canta Lorenzo Jovanotti:

 “... Vedo un turbinio di gente colorata
Che si affolla dietro a un ritmo elementare
Attraversano la terra desolata
Per raggiungere qualcosa di migliore...
Ogni cosa è illuminata
Ogni cosa è, nel suo raggio, in divenire
Vedo stelle che cadono nella notte dei desideri...”.

Testo e musica esprimono la forza del desiderio, soprattutto quel divenire che esso può alimentare!

Le stelle sono un perfetto richiamo per afferrare lo splendore e il fascino del desiderio…

La parola, letteralmente, significa “mancanza delle stelle”, dal latino desiderium (composto di de e sidera). Desiderare è percepire la mancanza delle stelle, un sentire che induce alla ricerca di stelle che possano illuminare il percorso. Desiderio è ’ il “sentimento di ricerca appassionata o di attesa del possesso, del conseguimento o dell’attuazione di quanto è sentito confacente alle proprie esigenze o ai propri gusti” (Devoto Oli).

In apertura del sito ufficiale di Massimo Recalcati si può leggere:
“… Avete agito conformemente al desiderio che vi abita?”

“La forza del desiderio” è il titolo di un libro pubblicato (2014) da Massimo Recalcati in cui l’autore presenta il desiderio come chiamata della vita, dilatazione della vita stessa, possibilità di renderla più piena e intensa.
Per la psicoanalisi desiderare è un imperativo che spinge l’individuo fuori da se stesso, una possibilità di vita che, se nascosta a se stessi, conduce alla sofferenza psichica.

In altro modo si potrebbe scrivere che il desiderio dilata l’orizzonte di vita e permette all’esistenza umana di essere più intensa e ricca. È “...... ciò che muove l’aspetto più intimo del proprio essere. (Martin Buber, Il cammino dell’uomo).

In tal senso il desiderio è il regalo più importante che un maestro o una maestra può fare al suo allievo/a. Non si tratta, infatti, di “riempire” le teste di nozioni ma di testimoniare, di passare il desiderio di sapere. Socrate, in modo emblematico e universale, è il maestro che insegna non le cose ma il desiderio di sapere. Così attraverso la parola si realizza l’accensione e la trasmissione dei desideri.

DESIDERARE SIGNIFICA CAMBIARE
La lampada di Aladino, la celebre fiaba della raccolta Le Mille e una notte, racconta magicamente la forza del desiderio di cui la lampada è metafora. La storia narra delle vicende di Aladino e del potere di una lampada capace di soddisfare ogni desiderio di chi la possiede. Ma è proprio così? È il possesso della lampada che consentirà al protagonista della storia di raggiungere la felicità o l’uso che egli saprà farne? Aladino, presentato inizialmente come soggetto senza prospettive, diventa via via sempre più capace di esprimere il suo progetto di vita, pronto a lottare per ottenere i risultati che desidera, e proprio per questo la fiaba avrà il suo lieto fine.

Il desiderio come moto proprio dell’animo umano (che aspira a raggiungere ciò che considera un bene) è ben evidente nei bambini e nelle bambine anche quando non sanno ancora distinguere un bene immediato, un oggetto, capace forse di soddisfare semplicemente un capriccio, da una meta intesa come traguardo da conquistare e come realizzazione personale. Chiedere di esprimere un desiderio può essere la chiave per capire cosa sta vivendo un bambino/a, ma anche un adulto, perché ci sono desideri che cercano argini per ansie e preoccupazioni così come desideri che rivelano più o meno palesemente il bisogno di cura, di socialità, di comprensione. Sorprendente è scoprire il desiderio come ricerca appassionata in cui è possibile coinvolgere gli altri per camminare in un orizzonte pieno di stelle.

“In ciò concorrono anche i genitori. Ai genitori gli direi: primo, quando avete bambini piccoli non riempiteli di giochi di cui – tra l’altro – non gliene frega niente. Perché i giochi che gli date… non so se avete visto i bambini a Natale quando aprono i giochi con un nervosismo, devono strappare tutta la carta, vedere il gioco, esprimere un urlo, poi metterlo là: finito, morto. Già morto. Perché gli regalano dei giochi che i bambini, magari, non hanno neanche desiderato. E quando tu hai delle cose che non hai neanche desiderato non valgono niente perché è solo il desiderio che dà una carica di valore alle cose”.  (U. Galimberti,2018)

Quando arriva un desiderio, si verifica un’invisibile espansione di quello che si è, un’espansione che permette di scorgere nuovi confini e, dentro questi, di conoscere qualcosa in più di sé stessi.

“La vita non ha un senso: è desiderio. Il desiderio è il tema della vita” (Charlie Chaplin)

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