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07 Novembre 2023
Scuola: Primaria

Alla scoperta della conoscenza

Giornata della filosofia

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Siamo tutti interessati a conoscere come si svolgono i fatti, a leggere le ultime notizie sugli eventi che si svolgono vicino e lontano, a essere informati sulle novità di cui sentiamo parlare… eppure non ci interroghiamo mai su una questione di fondo:

Come conosciamo? Che cosa significa conoscere?
Che cosa avviene nella nostra mente quando viene colpita da un messaggio, dall’immagine di un oggetto, da una parola che proviene dall’esterno? Che tipo di processo viene attivato quando riflettiamo sui nostri sentimenti, sulle nostre emozioni?

Non dal punto di vista neurologico, ma assumendo uno sguardo più profondo e rivolto al nostro modo di conoscere e agli strumenti grazie ai quali si realizza ciò che si definisce ‘conoscenza’. Se ci si disponesse in questa prospettiva, le domande potrebbero essere altre:

  • Che cosa guida il nostro conoscere?
  • Quanto ci lasciamo condizionare dai sensi e che valore diamo a essi?
  • È lo sguardo a prima vista che sostiene i nostri giudizi oppure siamo disposti a intraprendere un percorso riflessivo?
  • Quanto la sintonia o la dissonanza che superficialmente proviamo nei confronti di una persona ci condiziona?
  • Siamo disponibili ad aspettare e a ponderare, prima di affrettare un giudizio, a confrontare i traguardi di conoscenza che riteniamo di aver raggiunto con il nostro vissuto, le esperienze pregresse… e ancora, in che misura analizziamo ciò che consideriamo ‘verità’ e ne valutiamo la ragionevolezza, la sensatezza logica e ne teniamo conto prima di agire?

John Locke nell’introdurre il suo “Saggio sull’intelletto umano” sottolinea l’importanza di un’attenta indagine sugli strumenti della conoscenza utilizzando una metafora: per capire se la nostra visione delle cose sia corretta, occorre prima fare un passo indietro e indagare lo strumento che ci permette di vedere, il nostro apparato visivo e il suo funzionamento. Ugualmente, prima di affermare: “questo è vero” o “questo è falso”, sarebbe opportuno soffermarci a considerare il modo in cui siamo giunti a tale conclusione. Sembrerebbe questione per “addetti ai lavori” (scienziati, psicologi…) e invece è argomento che ci riguarda più di quanto possiamo immaginare.

Cerca di ragionarci su e vedrai che riuscirai a risolvere il problema’. Quante volte si risponde in questo modo di fronte ad una richiesta di aiuto per la comprensione di una questione? Pensare è un’attività familiare, che ci accompagna sempre; eppure, non è immediato tradurre il pensare in un ragionare che guidi le nostre azioni e le nostre scelte, in particolare, quando dobbiamo prendere decisioni immediate, continue, riguardanti il lavoro e il nostro vivere quotidiano: il rapporto con i figli, con il partner, i colleghi, gli amici.

  • Che cosa significa davvero conoscere allora?
  • Quali sono i mezzi con cui si conosce?
  • La ragione non sbaglia mai?
  • Quando e in che misura emozioni e sentimenti possono aiutare a prendere una decisione?

Conoscere è qualcosa di complesso, processo che implica l’interazione di più elementi: sensi, ragione, emozione, fantasia.
Riflettere su tale complessità rende possibile guadagnare una maggiore conoscenza di sé e una più consapevole capacità di orientarsi nel mondo, è importante scoprire questa complessità e considerarla una ricchezza, perché – come in una ricetta – ogni ingrediente concorre al buon risultato finale.

In occasione della Giornata Mondiale della Filosofia, ci sembrava significativo partire da qui, dal ‘come conosciamo ed invitare, nell’era della fretta e del ‘tutto e subito’, a prendersi un po' di tempo per riflettere, e aiutare i più giovani a fare altrettanto, su ciò che precede ogni nostro giudizio, ogni nostra azione. Perché pensare è esercizio che fa bene all’anima, non solo al nostro intelletto.

Autrici:
Francesca Barigelli
Grazia Gugliormella

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