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Coding

CODING

• Percorsi per lo sviluppo del pensiero computazionale
• Attività di Coding per programmare in Scratch
• Attività gioco/storytelling: Gira la Storia
• Area Scratch Grupporaffaello


Lo scenario in Italia e in Europa - A cura di L. Cesaretti e M. Storti
Le recenti evoluzioni negli indirizzi programmatici dell’istruzione hanno visto crescere l’attenzione verso le competenze digitali, il pensiero computazionale e il coding, sia nel contesto italiano che in quello europeo. La Commissione Europea nel 2013 ha pubblicato il documento DIGCOMP: A Framework for Developing and Understanding Digital Competence in Europe che delinea il quadro comune di riferimento per le competenze digitali ritenute necessarie per vivere da cittadini attivi e consapevoli. Già all’interno delle Indicazioni Nazionali per il curricolo della Scuola dell’Infanzia e del Primo ciclo d’istruzione (settembre 2012) si suggerisce di introdurre gli alunni ad alcuni linguaggi di programmazione semplici e versatili con lo scopo di “sviluppare il gusto per l’ideazione e la realizzazione di progetti […] e per la comprensione del rapporto che c’è tra codice sorgente e risultato visibile”. Questo indirizzo del MIUR ha trovato conferma nel 2014, con l’iniziativa Programma il Futuro, che aveva l’obiettivo di introdurre nelle classi lezioni sul coding attraverso un sito liberamente accessibile. Nel 2015 con il Piano Nazionale Scuola Digitale, il documento di indirizzo per l’attuazione di un processo complessivo di innovazione digitale della scuola, si dà rilevanza all’insegnamento del pensiero computazionale attraverso attività di coding svolte sia con il computer, sia in modalità unplugged (senza l’uso di tecnologie digitali), in modalità di laboratorio e in prospettiva interdisciplinare. Infine con il documento del 27/02/2018 “Indicazioni Nazionali e nuovi scenari”, integrando le Indicazioni Nazionali del 2012, il MIUR colloca il pensiero computazionale tra gli strumenti culturali per la cittadinanza, sottolineando la necessità di un’”educazione al pensiero logico e analitico diretto alla soluzione di problemi. Impiegandolo in contesti di gioco educativo”.

Pensiero computazionale e Coding: una definizione
Per “pensiero computazionale” s’intende un insieme di abilità cognitive con le quali possiamo analizzare una grande varietà di problemi e sviluppare delle soluzioni, intendendo con “problemi” non soltanto quelli matematici o che richiedono soluzioni precise, ma anche dilemmi del mondo reale che ammettono soluzioni varie e complesse. Si tratta, cioè, di un’abilità fondamentale per tutti ed è sempre più ritenuta, accanto alle tre competenze di base del saper leggere, scrivere e svolgere calcoli, la quarta abilità analitica da sviluppare a partire dall’infanzia.
Alcuni dei processi che caratterizzano il pensiero computazionale sono i seguenti:
analizzare i dati e organizzarli in una struttura logica;
riconoscere regolarità tra problemi o dati diversi;
rappresentare le informazioni attraverso codici o altri sistemi simbolici di trasmissione;
costruire algoritmi, ovvero sequenze di istruzioni per risolvere problemi o produrre risultati attesi;
astrarre i principi generali da situazioni specifiche e generalizzare le strategie risolutive dei problemi per trasferirle ad altri simili.

Nell’ambito del pensiero computazionale, il Coding è l’insieme delle procedure per la creazione di programmi finalizzati a risolvere dei problemi attraverso l’uso di linguaggi di programmazione. Alcune delle attitudini che questa disciplina punta a far emergere sono:
• l’atteggiamento di apertura e iniziativa di fronte a situazioni complesse;
• la perseveranza di fronte a problemi complessi;
• la tolleranza della frustrazione per l’errore e la sua rielaborazione in chiave positiva;
• l’abilità di utilizzare diversi linguaggi e codici comunicativi;
• la disponibilità e capacità di progettare e coordinarsi in gruppo per raggiungere un obiettivo comune.
Nel contesto della Scuola Primaria, l’interesse prevalente attorno al pensiero computazionale e al coding sta nell’acquisizione di nuovi strumenti cognitivi necessari ad affrontare sfide, problemi e progetti con successo. Gli studenti utilizzano una serie di abilità come l’astrazione, la ricorsività e l’iterazione per elaborare e analizzare i dati e creare artefatti reali e virtuali. Questa metodologia di problem-solving può essere automatizzata, trasferita e applicata alle diverse discipline: per analizzare un racconto o una poesia è necessaria la scomposizione in parti; per comprendere eventi e comportamenti può essere utile condurre un’analisi dei dati; gli algoritmi entrano in gioco nei calcoli e nei problemi di matematica, ma sono anche una guida per il comportamento corretto in situazioni complesse o di pericolo; attraverso le rappresentazioni astratte come mappe e simulazioni si può comprendere meglio un evento come il ciclo dell’acqua o l’energia eolica.
Il coding, inoltre, rappresenta una disciplina strategica per promuovere nei giovani lo sviluppo delle competenze digitali (digital skills), riconosciute a livello internazionale come competenze necessarie, al pari delle capacità di scrivere, leggere (literacy) e svolgere calcoli (numeracy).

 

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