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Un libro, tanti cuori

Un libro, tanti cuori

Scopriamo il lavoro dell’illustratrice Elena Mellano.

Il progetto che ruota intorno alla nascita di un libro è un’operazione davvero complessa e vede coinvolti molti attori. Gli autori in primis, ma poi le redazioni, gli editor, i grafici.

Ultimi ma non ultimi gli illustratori, senza i quali nessun libro di narrativa o ministeriale sarebbe lo stesso.

Iniziamo con il primo articolo della rubrica “Un libro, tanti cuori”, dedicata al dietro le quinte con l’intervista all’illustratrice Elena Mellano, che ha collaborato al progetto Leggi e Vai e a molte altre produzioni del Gruppo editoriale Raffaello.

Buona lettura.

elena mellano

 

Quando hai deciso che saresti diventata illustratrice? Perché?
In realtà non ho mai proprio… “deciso”: si può dire mi sarebbe sempre piaciuto sin da quando, ancora piccolina, mi perdevo tra i disegni sui libri delle elementari… Quando molti anni dopo si è presentata l’opportunità, beh… “Ci ho provato!” tuffandomi a piene mani.
Durante le scuole superiori non ho mai sperato di farcela veramente, i miei studi (grafica pubblicitaria) viaggiavano su un binario parallelo e, finita la scuola, la mia priorità era iniziare a lavorare immediatamente per poter capire e affrontare meglio la vita reale.  A costo di cambiare settore.
Sono sempre stata fiduciosa però che presto mi si sarebbe potuta aprire una strada: “la mia”. Ed è una sensazione che porto dentro un po’ sempre e un po’ in tutte le situazioni.

Iniziai a lavorare in una tipografia: paradossalmente confezionavo i libri degli altri: …altrochè illustrarli!
Dopo circa un anno mi si presentò l’opportunità di fare un colloquio come grafica. Ci credete che in quell’azienda stessero cercando anche un illustratore? Il datore di lavoro
vide un po’ per caso dei miei disegni (li avevo lasciati appoggiati al divanetto dell’ingresso) e il giorno seguente iniziò il mio periodo di prova, in seguito l’assunzione.


È stato facile?
No, non è stato facile… non lo è. Credo che un buon illustratore debba essere sempre aggiornatissimo su quello che succede attorno, su tutti i fronti, non solo in Italia, e non solo artisticamente parlando.  E studiare, anche il passato, ricercare… se devi illustrare un racconto storico? Epico o mitologico? Insomma, spesso non è fantasticare e basta! E poi devi migliorare, migliorare, assorbire e imparare di continuo, cambiare tecniche, affinare stili, monitorare cosa “funziona di più a livello tecnico e stilistico”. Questo se vuoi viverci e lavorarci nel vero senso della parola… diverso se vuoi fare l’artista e basta.
Infatti spesso auguro a me stessa di vivere abbastanza a lungo per imparare e imparare ancora cercando di mai far svanire l’entusiasmo, e quando questo lo sento diminuire, lo alimento.

Quando l’azienda per cui lavoravo è fallita mi sono rimboccata le maniche e ho provato ad avventurarmi da sola. I famosi freelance.
Non avevo nemmeno un computer, non avevo ponti: inteso come persone che potessero indicarmi cosa fare, darmi contatti, non avevo mezzi e strade da seguire.
Non sapevo dove reperire gli indirizzi delle case editrici, non sapevo nemmeno quali fossero quelle che si occupassero di infanzia, ma ho anche trovato molte persone disposte ad aiutarmi e spronarmi. Amici, famiglia, ex colleghi, anche sconosciuti.
Ci sono voluti anni, partecipazioni a fiere, nottate ad imparare stili e tecniche, prove, prove, richieste di attenzioni e porte chiuse. Intanto dipingevo, partecipavo a mostre e realizzavo quadri e ritratti. Volevo dimostrare ai miei famigliari e a me stessa che potevo farcela. Che di disegno si può vivere! Ecco forse in quel periodo ho deciso di voler diventare illustratrice.
Come in tutti i periodi bui, quando tocchi il fondo capisci che vuoi risalire davvero. E allora non sei disposta a cedere. A cadere sì, ma gettare la spugna no!
Arrivarono le prime commissioni, i primi contatti, alcuni no e… i primi sì!

uffa femmine uffa maschi la lezione del fenicottero

 

Cosa provi quando disegni?
Che bella domanda… sono sicura che molti si aspetteranno una risposta come: “Sogno ad occhi aperti” …
Anche.
Dipende da ciò che si deve illustrare: molte volte, soprattutto nel mondo dell’editoria scolastica, devi leggere, sapere a chi ti rivolgerai, sapere cosa si aspetta la casa editrice da te, quale stile utilizzare, capire se puoi osare di fantasia o meglio essere chiara e didascalica.

Hai uno spazio da occupare e un tempo limitato e devi cercare di occuparli al meglio.
Altre volte invece posso davvero lasciarmi un po’ andare, fantasticare, inventare personaggi, scenari, dar loro vita e prenderne parte.
Vi confesso che a volte mi ritrovo a ridere di gusto per un personaggio o scene inventate, ritrovandomi un gatto o mia figlia che mi guardano straniti e ormai “rassegnati”.
Oppure ancora quando, e tutti i disegnatori possono confermare, mimi senza sosta ogni espressione che ti ritrovi a disegnare senza accorgertene, magari entra qualcuno nello studio e ti chiede:” Perché fai quella faccia?”…
Ci sono volte invece che sono sopraffatta dall’ansia… di non farcela, di non riuscire, di non esprimermi, di non accontentare… fortunatamente questa mi spinge sempre a dare il massimo.

Se c’è un sentimento di fondo però che provo costantemente, è il senso di gratitudine nei confronti del lavoro che sto facendo. Mai dimenticarsi della strada percorsa, dei sacrifici, e del sogno che si sta realizzando!


Dove prendi l’ispirazione?
L’ispirazione la prendo proprio dalla lettura che devo illustrare, mentre leggo la scena si costruisce da sola e si presenta nella mente: devo ‘solo’ riuscire a rappresentarla sul foglio.
Succede che a volte nulla prende forma: in questo caso mi appello alle immagini in internet, utilizzo soprattutto “Pinterest”; in realtà è un social, per me rappresenta una raccolta meravigliosa  ordinata e infinita di immagini, dove spesso trovo illustratori e illustrazioni a dir poco fantastiche.
E poi, noi “artisti”, se posso osare questa parola, abbiamo la fortuna di nutrire e trovare l’ispirazione davvero in ogni cosa! Mondi fantastici tra le venature del legno, di un vetro o una pietra marmorea. Le nuvole in cielo, la gente per strada, le ombre sul pavimento… Insomma in qualsiasi cosa, basta davvero saper guardare!

Le avventure di Tom Sawyer Le Fiabe dei fratelli Grimm

 

Come fai a "cogliere" il senso del testo per poterlo sintetizzare in un disegno?
Leggendo, semplicemente. A volte è immediato, altre meno. Altre ancora sono aiutata da chi collabora con me attraverso indicazioni specifiche.

Quali "strumenti" usi?
Anche qui è stata una strada in ascesa…
inizialmente comuni fogli, matite, acquerelli, pastelli...
Poi c’è stato l’avvento del digitale che per molti aspetti logistici, è molto più pratico. Uso una tavoletta grafica, un computer programmi e applicazioni mirate al disegno.

Quanto tempo impieghi a fare un disegno?

Dipende, dalla complessità del disegno da fare e dai particolari.
Anche dallo studio dello stesso o dell’argomento proposto: a volte, ad esempio, mi ritrovo a dover illustrare qualcosa di  storico quindi (viva internet) cerco nozioni, foto,  illustrazioni esistenti, testi. In altri casi ho commissioni più immediate e facili.
Insomma posso impiegare qualche ora e arrivare a più giorni per un solo disegno.

Il Corsaro Nero La ragazza che sognava la libertà

 

Grazie Elena Mellano,

arrivederci al prossimo cuore dietro al libro!

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