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Perché i Quadri di civiltà e la Tematizzazione sono importanti per insegnare storia

Perché i Quadri di civiltà e la Tematizzazione sono importanti per insegnare storia

Insegnare storia significa avviare i bambini verso la complessa e fondamentale competenza di pensare il presente storicamente.

Per arrivare alla strutturazione di tale pensiero storico (e geostorico), il sapere da apprendere va organizzato e tematizzato in modo che rispecchi la struttura propria della disciplina.

In particolare, uno degli aspetti più importanti da curare fin dal primo approccio alla storia è sicuramente la tematizzazione.

Cosa significa tematizzare?

Tematizzare è una operazione cognitiva fondamentale per organizzare il pensiero e il sapere storico. Imparare a tematizzare significa, per gli alunni, saper individuare le linee di indagine interne alla storia, così come sono state illustrate da Braudel: la storia economica, la storia politica, la storia sociale e così via.

La tematizzazione aiuta a descrivere i tratti caratterizzanti la vita dei gruppi umani, a strutturare le informazioni ricavate dalle fonti o dai testi in base a una precisa classificazione e quindi a stabilire nessi tra i diversi aspetti del gruppo o della civiltà in questione, consentendo di problematizzare le informazioni stesse.

Quale strategia può supportare l’insegnamento dell’operazione di tematizzazione?

Il Quadro di Civiltà è un efficace strumento che può aiutare gli alunni a tematizzare: esso ha una funzione puramente descrittiva della civiltà stessa e dà conto delle modalità in cui tale popolo viveva, da tutti i punti di vista, in un determinato ambiente e in un determinato periodo.

Tali temi (economia, politica, cultura, società, vita materiali, ecc.) sono raggruppati in indicatori tematici che costituiscono microdescrizioni dei comportamenti collettivi del gruppo umano preso in esame.

Per facilitare il lavoro di organizzazione degli alunni, gli indicatori possono essere semplificati attraverso voci che rappresentano gli aspetti storici da rilevare: per esempio si può far riferimento alle “attività umane” per raccogliere le informazioni relative all’economia, alla “società” per descrivere la situazione politica e sociale del popolo in questione, alla “tecnologia” o alle “invenzioni” per quanto riguarda la storia materiale.

Le notizie relative agli indicatori tematici possono essere facilmente reperite nel libro di testo, in particolare nelle parti descrittive.

Tale ricerca di informazioni può essere sostenuta tramite domande, che aiutano ad individuare ciò che si chiede al testo:

“quali attività praticava questo popolo? Da chi era governato? Che cosa inventò?”

Non solo i testi scritti sono elementi che aiutano a compilare il Quadro di Civiltà: le notizie possono essere contenute nelle fotografie presenti nel manuale, nelle ricostruzioni tramite disegni degli edifici e dei luoghi della vita quotidiana, nelle tavole di sintesi, in generale in tutte le sezioni che presentano e illustrano una situazione, una serie di comportamenti propri di un determinato popolo.

Più complessa risulta invece l’operazione di tematizzazione a partire dai testi narrativi, ovvero da quei paragrafi o da quelle sezioni che danno conto dei fatti accaduti; Il Quadro di Civiltà infatti esclude la forma narrativa, ovvero non può essere utilizzato per raccontare l’evoluzione o lo sviluppo di una civiltà: è una fotografia, scattata in un tempo e in uno spazio fissi.

Questa è una questione di primaria importanza: quando l’insegnante decide di far costruire ai suoi alunni un Quadro di Civiltà ne deve prima di tutto tracciare i confini spazio-temporali. Per questo si possono usare le carte geografiche e i grafici temporali, con la funzione di contestualizzare la descrizione del popolo da approfondire.

Come rappresentare, in modo che risulti evidente agli alunni, il Quadro di Civiltà?

La forma più utilizzata e più efficace è quella della mappa; essa, in quanto organizzatore grafico, ha due funzioni fondamentali:

  • da un lato la sua dimensione visuale aiuta gli alunni a fissare gli aspetti tematici raggruppati negli indicatori; è quindi uno strumento per la comprensione e la memorizzazione dei contenuti dati.
  • Dall’altro è uno dispositivo di sintesi, che aiuta a leggere il testo per ricavarne informazioni e organizzarle in base ad un sistema storicamente fondato; sostiene dunque la ricostruzione del sapere e la sua problematizzazione.

Per sintetizzare, alcune indicazioni per facilitare il lavoro degli insegnanti.

Se si lavora per quadri di civiltà occorre tenere presenti tre elementi fondamentali:

  • Spazio e tempo entro cui si colloca la descrizione data dal quadro vanno sempre precisati. In genere si dovrebbe preferire il periodo nel quale la civiltà era nel suo massimo sviluppo e presentava gli aspetti maggiormente caratterizzanti. Nella sintesi visuale tali elementi devono avere una posizione preminente, in modo che risultino chiaramente identificabili. Le domande “quando” e “dove” dovrebbero essere, per gli alunni, il punto di partenza per ogni tipo di riflessione storica si apprestino a fare.
  • Il Quadro di Civiltà, come detto, ha la funzione di descrivere: per far comprendere agli alunni che una civiltà non rimane tuttavia fissa ed uguale a sé stessa nel tempo lungo della sua durata, sarebbe bene presentare più quadri per la stessa civiltà in periodi differenti. A partire da quelli disponibili nel manuale, che in genere rappresentano il momento di maggior splendore del popolo trattato, il docente può decidere di seguire lo stesso modello per costruire altri quadri di altri periodi (la nascita di una civiltà, il suo declino, ecc.) e metterli in successione cronologica.

Ciò potrebbe avviare alla strutturazione dell’idea di trasformazione, osservando le permanenze e i mutamenti che i diversi indicatori tematici possono presentare; inoltre consentirebbe di introdurre il concetto di periodizzazione, indicando come periodo storico il lasso di tempo in cui le caratteristiche di un popolo, di un luogo, di una situazione sono rimaste comuni e attribuendo alla trasformazione la funzione di periodizzare, cioè di passare da un’epoca ad un’altra nuova.

  • Nel momento in cui si costruiscono i quadri per le civiltà che si devono affrontare è bene utilizzare sempre gli stessi indicatori tematici, in modo che siano comparabili; in questo modo l’insegnante può pensare ad attività di confronto tra civiltà, che possano dare l’idea del mondo come sistema storico complesso: per esempio, popoli contemporanei potevano avere tratti simili o differenti, popoli vissuti in spazi analoghi potevano aver sviluppato sistemi economici, politici o sociali simili o differenti.

A questo punto l’alunno può interrogarsi sui perché, avviando il processo di interpretazione storica.

Bibliografia minima:

Braudel, F. (1998). Storia misura del mondo. Bologna : Il Mulino.

Mattozzi, I. (2009). La didattica dei quadri di civiltà. In M.T. Rabitti (ed.), Per il curricolo di storia. Idee e pratiche (pp. 79-92). Milano : Franco Angeli.

Mattozzi, I. (2011). Pensare la storia da insegnare. Castelguelfo : Cenacchi.

Pentucci, M. (2018). Come da manuale. La trasposizione didattica nei contesti di insegnamento-apprendimento. Reggio Emilia : Junior.

Pentucci, M., & Laici, C. (2019). Gli organizzatori dell’azione didattica: un confronto tra docenti in servizio e studenti in formazione pre-service. Education Sciences & Society, 10(1). 157-169.

 

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