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La Scuola di Atene

La Scuola di Atene

Il confronto e il dialogo: le più alte valenze del sapere.

La Scuola di Atene

La Scuola di Atene- 1509 - Affresco, base cm 770 circa

Nell’Affresco, Capolavoro del Rinascimento, Raffaello celebra la conoscenza dell’uomo indicando nel confronto e nel dialogo le più alte valenze del sapere.

La Scuola di Atene è l’opera di Raffaello che più di altre sue realizzazioni richiede un’osservazione attenta, una disponibilità alla contemplazione ma anche all’analisi per riuscire a penetrare il significato della composizione e il valore che la rende attuale. Raffaello manifesta nell’Affresco il suo essere personalità colta, pienamente partecipe del clima culturale del suo tempo, capace di trattare, nell’elaborazione artistica, delle possibili definizioni di verità.

L’Affresco può essere ammirato nella Stanza della Segnatura, una delle quattro Stanze Vaticane, poste all’interno dei Palazzi Apostolici, parte dei Musei Vaticani. Il nome della Stanza non è riconducibile a Raffaello e neppure al suo committente, è un nome attribuito all’inizio del XVII secolo che in seguito si affermerà, tramandato dagli storici dell’arte e dagli eruditi. È in un documento del 1604 che si parla di scuola dei filosofi.

La Scuola di Atene fu realizzata da Raffaello, appena giunto a Roma, per incarico di Giulio II che, eletto Papa, volle far decorare ex novo una serie di appartamenti privati nel palazzo papale per farne i suoi appartamenti, sollecitando il giovane artista a celebrare il Papato e la cultura di Roma erede della civiltà classica.  L’incarico prevedeva la decorazione delle quattro stanze che componevano l’appartamento privato al secondo piano del palazzo pontificio. La prima stanza, lo studiolo del pontefice o biblioteca privata, sarebbe divenuta in seguito tribunale pontificio, da cui il nome attuale di Stanza della Segnatura, dal latino signum cioè firma, poiché proprio in questo ambiente si apponevano le firme dei documenti ufficiali.  Intorno al 1540 vi si insediò il Tribunale Ecclesiastico della Signatura Gratiae et Iustitiae.  Raffaello realizzò quattro grandi affreschi che volevano rappresentare le quattro sfere della conoscenza: la Teologia, la Filosofia, la Poesia e la Giurisprudenza, secondo criteri di classificazione del sapere propri del tempo, riconducibili agli ambiti fondamentali della cultura umanistica.

Gli studi sulla Scuola di Atene concordano nel ritenere che l’opera rappresenti la facoltà dell’anima di conoscere il vero attraverso la scienza e la filosofia, celebrando l’uomo del Rinascimento che domina la realtà attraverso la ricerca razionale. Considerando in parallelo alla Scuola di Atene, La Disputa del Sacramento, affreschi contrapposti nella stanza della Segnatura, i valori della verità razionale oggetto della filosofia e della verità rivelata, accolta dalla fede e oggetto della teologia, sono posti a confronto e portati a sintesi  nella Stanza in cui compaiono anche l’ affresco dedicato al bene, alle virtù e  alla giustizia  e quello rivolto al tema della bellezza e della poesia,  a dimostrazione della tesi per cui  l’uomo può avvicinarsi a Dio  nella  comprensione del divino attraverso il bello, nella ricerca della verità a un tempo filosofica e teologica.

In particolare La Disputa del Sacramento si incentra su sacro e profano, verità soprannaturale, spirituale e teologica mentre la Scuola di Atene guarda alla verità terrena e razionale perseguita dai sapienti e dei filosofi antichi.

Così i personaggi raffigurati non sono ritratti concreti ma figure ideali, personaggi emblematici della ricerca della conoscenza e dell’aspirazione dell’uomo a conoscere la verità attraverso la scienza e la filosofia.

La costruzione dello spazio è invece reale, ispirata ai progetti di Bramante per il nuovo San Pietro, un vero Tempio della Sapienza, ideato con una solida prospettiva geometrica. Le statue di Apollo e Minerva, dipinte a sinistra e a destra della scena, all’interno di nicchie, rappresentano il mondo del mito. In tale spazio, aperto verso il cielo, compaiono artisti e scienziati contemporanei di Raffaello e appartenenti al mondo classico. Dominano da protagonisti, al centro della scena, Platone e Aristotele. Le diverse posture attribuiscono movimento ai personaggi tanto da costruire una vera rappresentazione teatrale, in un elegante e solenne equilibrio compositivo. La conoscenza è altresì svelata nella molteplicità delle sue manifestazioni: la parola orale, i testi scritti, gli strumenti della ricerca dei diversi sapienti.

L’affresco non comunica con l’immediatezza di un’opera per tutti perché, collocata in un in un ambiente privato, la biblioteca di Giulio II, doveva rivolgersi a persone dotte.

La Scuola di Atene rappresenta e celebra la Filosofia con la raffigurazione dei Grandi del sapere umano, assorti nella riflessione oppure intenti al confronto animato.

Al centro Aristotele e Platone indicano, ciascuno, la fonte del proprio pensiero: per Platone il mondo delle idee, per Aristotele la realtà empirica. Nella stessa scena, a sinistra, Pitagora scrive su un libro tenendo di fronte a sé una lavagna. Euclide svolge una dimostrazione con il compasso. Socrate, vestito con una tunica verde, argomenta sulla scalinata con i suoi interlocutori.

Compaiono, in pose classiche, cinquantotto personaggi.  Colpisce per la magnificenza Ipazia, filosofa neo-platonica del IV secolo, donna e scienziata, dipinta da Raffaello in abito bianco, raffigurata a simboleggiare l’eccellenza umana che coniuga bellezza e bontà, bellezza e verità.  È da tenere presente che secondo alcuni studiosi tale figura è identificabile Francesco Maria della Rovere, nipote di papa Giulio II, committente dell’affresco.

Platone è Leonardo da Vinci, con sottobraccio l’opera sulla genesi dell’universo, il Timeo, Aristotele, che d’altra parte regge l’Etica Nicomachea, ha le fattezze di Bastiano da San Gallo, architetto e pittore italiano.  Michelangelo compare a rappresentare Eraclito che sembra meditare sull’eterno fluire di ogni cosa. Così Raffaello rende omaggio all’artista che in quel periodo era intento ad affrescare la Cappella Sistina.

A destra, nel dipinto, il Principe delle Arti raffigura se stesso in un gruppo in cui compaiono Sodoma, pittore italiano del Rinascimento, Baldassarre Castiglione, intellettuale e umanista, amico dell’urbinate, tutti contemporanei ai quali Raffaello riconosce la capacità di esprimere lo slancio culturale del tempo e soprattutto la continuità tra sapere antico e moderno.

La Scuola di Atene è un’opera che cattura l’intelligenza e la sensibilità di chi vuole coglierne valenze e significati universali.  In una forma d’arte sublime Raffaello riesce a provocare il coinvolgimento dell’osservatore nella posizione dei grandi temi riguardanti la verità e la fede. I personaggi sono resi vivi attraverso l’uso sapiente dei colori che sanno rendere la dimensione reale dei personaggi unitamente al loro essere allegoria. La luce, diffusa in modo pacato, contribuisce a dare unità ed equilibrio all’insieme dei vari elementi.

Vari assi di osservazione e di delimitazione degli spazi, ad uno sguardo consapevole e attento, diventano vie di fuga o linee di unione che rendono ragione della complessità dell’opera. La Scuola di Atene si presenta ricca di suggestioni, aperta a vari livelli di lettura tutti connessi tra loro nella tensione ad un’armonia possibile rappresentata dall’incontro fra cielo e terra, nella visione ideale dell’umanità.

Raffaello è il pittore, intellettuale e filosofo pienamente partecipe del dibattito culturale e filosofico. Con La Scuola di Atena offre la testimonianza che l’arte è essa stessa una forma di conoscenza, per il pittore la più elevata, perché capace di interpretare il messaggio dei filosofi e di partecipare all’indagine speculativa propria della filosofia nel corso dei secoli.

 

Stanza della Segnatura, La Filosofia

 

la stanza della segnatura

Raffaello Sanzio, Stanza della Segnatura, Palazzi apostolici, Musei Vaticani, Città del Vaticano

Nella volta della Stanza sono dipinti i quattro ambiti della cultura: Filosofia, Teologia, Poesia, Diritto, rappresentati da figure femminili incorniciate in tondi che decorano la Stanza stessa. In corrispondenza della Scuola di Atene si può vedere l’allegoria della Filosofia personificata da una figura femminile abbigliata con una veste che presenta i quattro colori degli elementi della natura: il blu per l’aria, il rosso per il fuoco, il verde per l’acqua, il giallo per la terra.

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